PUMA GTV: FASCINO INTRAMONTABILE

Un’auto poco conosciuta, dal fascino esotico. Oggetto misterioso che catalizza l’attenzione degli spettatori. Con sole tre apparizioni su grande schermo la Puma GTV rappresenta un piccolo pezzo di cinema italiano a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80.

L’azienda Puma nasce a Roma per volontà di Adriano Gatto sul finire degli anni’60, guadagnandosi popolarità sfilando tra le strade della capitale. Tra i suoi clienti ci sono anche nomi noti, personaggi pubblici che desiderano le auto modificate dall’impresa di Gatto.

«Gatto fu il primo ad importare il modello Dune Buggy in Italia, modificandola opportunamente come sua consuetudine. In realtà quella era un’auto che doveva tenere per lui, l’auto però fu notata per le strade di Roma. Fu così che la famosa Dune Buggy fu scelta per il film Altrimenti ci arrabbiamo, da allora nacque la collaborazione con registi e industria del cinema– racconta Domingo Federico, presidente del Puma Club Italia che aggiunge- Claudio Villa fu uno dei primi clienti di Gatto, dal quale acquistò una Dune Buggy GS, modello posseduto anche dai fratelli De Angelis degli Oliver Onions».

Un decennio più tardi Gatto importa da oltremanica le licenze di un’auto decisamente sui generis, come spiega Federico: «La Nova è stata la madre di tutte le Kit car in Europa. In Belgio la stessa auto si chiamava Eureka. Fu importata in Italia da Adriano Gatto con il marchio Puma. Pur mantenendo più o meno lo stile, ha reso l’auto più tonda, con curve più morbide».

Bassa, affusolata e sinuosa, il vero punto di forza della GTV è la peculiare modalità di accesso all’abitacolo, che avviene sollevando completamente il tetto. L’auto ha l’attitudine per bucare letteralmente lo schermo. Tra il 1979 e il 1983 appare in tre pellicole: Mani di Velluto (1979), L’insegnante al mare con tutta la classe (1980), Questo e Quello (1983).

«La GTV è stata la più gettonata dal punto di vista cinematografico, un’auto da sogno per chiunque. All’epoca esistevano molte super car, ma nessuna aveva il fascino inglese emanato dalla Puma.- dichiara il presidente del club che chiarisce– Furono prodotti solo un centinaio di esemplari della prima serie di GTV. Originariamente il motore che spingeva l’auto era il Volkswagen 1300 cc del Maggiolino, portato a 1385 cc. Per le serie successive, ovvero 033 e 033 S furono utilizzati motori Alfa 1200 cc. Sempre un motore Alfa, stavolta da 1500 cc, fu utilizzato anche per il modello Boxer 90». Un’auto da riscoprire, come molti aspetti del cinema italiano dell’epoca: un oggetto di scena che ha guadagnato il proprio posto nella storia del cinema.

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