E.T. – L’Extra-Terrestre (1982) diretto e prodotto da Steven Spielberg, con la colonna sonora composta da John Williams, è un film che parla al cuore dello spettatore.
Nel 1977 Spielberg firma Incontri ravvicinati del terzo tipo. La suggestione è tale che si pensa immediatamente a un sequel. Inizia a prendere vita il progetto di un horror fantascientifico che dovrebbe raccogliere il testimone rispetto alla pellicola del ’77. il soggetto di Night Skies si dovrebbe ispirare a un fatto di cronaca del 1955 noto come incontro di Kelly-Hopkinsville. Agli effetti speciali lavora Rick Baker, che realizza dei magnifici personaggi animatronici. A causa di divergenze nella produzione, il progetto naufraga, nonostante una somma ingente sia già stata spesa per la produzione di effetti speciali.
L’idea di E.T. nasce mentre Spielberg si trova in Tunisia per girare I predatori dell’arca perduta: qui discute con con la sceneggiatrice Melissa Mathison (moglie di Harrison Ford) giungendo alla conclusione di scrivere un film che parli, in primo luogo, del dolore provocato dal divorzio. Recuperando elementi di Night Skies, nasce così E.T. and me. Nel film recitano Dee Wallace, Peter Coyote, Henry Thomas, Robert MacNaughton, Drew Barrymore, Pat Welsh e Christopher Thomas Howell. Gli effetti speciali sono stati realizzata da Carlo Rambaldi e Dennis Muren.
Quando Spielberg ingaggia John Williams per le musiche, l’autore ha già in mente alcuni temi. Basta un accenno al piano perché il regista ne rimanga entusiasta. In fase di registrazione l’orchestra incontra non poche difficoltà nel subentrare al momento giusto sulla proiezione del film. Spielberg sceglie di interrompere il flusso di immagini, in modo che Williams e gli altri musicisti possano concentrarsi semplicemente sull’esecuzione: parte del film viene successivamente rimaneggiata e adattata al lavoro dell’orchestra, soprattutto nella scena finale. Il risultato è un epilogo dal grande impatto emotivo, il culmine di una sinergia indimenticabile che frutterà a Williams un ennesimo Oscar.
Il successo del film è tale che il goffo alieno diventa una vera e propria icona, al punto che Spielberg utilizzerà un fotogramma del film come logo della sua casa di produzione Amblin. Vincitore di quattro Oscar, E.T. sarà protagonista su diversi media, evocato attraverso spot e omaggi più o meno velati. La forza di E.T. risiede nel messaggio senza tempo che esso ci consegna. Un inno all’amicizia e al mutuo soccorso tra anime smarrite, che proprio per questo possono comprendersi e illuminare reciprocamente le proprie esistenze.

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